Robo

il vernacoliere

— Inviato da pinke @ 23:35

bene, siccome son tempi tristi ho deciso di ravvivare un po' l'ambiente con una cernita di locandine del vernacoliere, non e' giusto che chi non vive in toscana non possa giovarsi di questa risorsa. almeno in formato bignami via. 


Nascita del mito dell'insicurezza

— Inviato da pinke @ 01:20

banlieueSono finalmente tornata a Parigi. Pochi giorni, poco tempo per fare tutto quello che avrei voluto. Mi e' bastato solo per riempirmi di immagini e portarmi a casa un libro che sto piano piano divorando. La France a peur - une histoire sociale de l'"insécurité", di Laurent Bonelli.  Ed. La Découverte, Paris 2008.

Negli ultimi mesi ho passato diverso tempo a studiare lo sviluppo economico e sociale francese dal dopoguerra in poi, per cercare di capire come sono nate le banlieues e perche'. In Italia i pochi studi che ho trovato sul tema si concentrano sempre sull'aspetto urbanistico o su quello antropologico. Dicono un po' tutti le stesse cose, scopiazzando grossolanamente l'uno o l'altro antropologo francese. Rimanevo sempre con la sensazione che mancasse qualcosa, che il discorso fosse troppo tirato per i capelli e che in fondo i passaggi non tornassero.

Questo libro e' estremamente chiaro e ha colmato diversi vuoti nell'idea che avevo iniziato a farmi della situazione. Mi si sono accese molte lampadine e ho iniziato a scrivere le prime impressioni che sono riuscita a trarne, essenzialmente storiche, forse interessanti per capire anche una serie di fenomeni che sono avvenuti (o avverranno) anche qui da noi. Il mito della sicurezza (anzi, dell'insicurezza, ribaltando efficacemente la prospettiva) in Francia e' nato molto prima che in Italia, e sebbene sono convinta che non si possano accostare troppo semplicisticamente due paesi con due tessuti e due storie cosi' diverse, ci sono cose che mi sono suonate molto familiari. 


La Francia esce dalla Seconda guerra mondiale con un territorio sconvolto e devastato. I Francesi hanno fame e non hanno casa, ai margini delle città, in quelle che sono ancora le zone rurali, la gente si ammassa in vere e proprie favelas, con case di fortuna e in condizioni estremamente precarie.

 (Continua)

Umorismo fiorentino

— Inviato da pinke @ 18:34
Era un sacco di tempo che passando davanti a questa scritta maledicevo di non avere dietro la macchina fotografica. alla fine ho trovato qualcuno meno pigro che e' riuscito a immortalarla.
maddai!

parkour

— Inviato da pinke @ 01:09

Il parkour. L'arte della fuga. L'arte di superare gli ostacoli in modo semplice e elegante.

Mi posso immaginare come David Belle si sia inventato questo passatempo immerso nel grigiore dei palazzi delle banlieues parigine degli anni ottanta. Un po' come ci raccontavano i nostri genitori (o i nostri nonni, per chi e' piu' giovane). Quando erano piccoli i giocattoli se li dovevano inventare con quello che c'era. Mi ricordo che mia mamma faceva collane di pasta e bambole con i fiammiferi.
Se vivi in carcere impari a camminare sui muri.
Per chi non ha i soldi da regalare a una plastificata palestra, la strada e' il regno per allenarsi.
I muri che ti separano dalla ville si scalano e si saltano, le impalcature per costruire le enormi case(rme) sono alberi in cui arrampicarsi. Come scimmie, o come gatti, si impara a ridere delle gabbie, si impara a scivolarne fuori con agilita' e eleganza.
E forse una volta tanto, l'importante non e' l'atterraggio, ma la caduta.

Un po' di riferimenti:

http://www.parkour.it/

http://www.leparkour.splinder.com/

http://www.le-parkour.com/ 


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