Sabato scorso sono accorsa all’annuale Anti-mtv day. Meno amici da riabbracciare dell’ultima volta, ma il consueto, rassicurante, ritrovo di anime affini.
Come ogni anno i concerti che riesco a vedere sono pochi, e mentre ci lanciavamo nel piovoso ritorno a casa con una prode macchina marchiata Agipunk, mi mangiavo le mani per essermi persa uno dei gruppi che aspettavo di piu’, i Ronin.
Ad ogni modo ho portato a casa un’incetta di dischi dal banchino di Bar la muerte, due fra le ultime produzioni librarie di Porfido+El Paso (L’istinto di morte di Jacques Mesrine e Il segreto e’ dirlo), la contentezza di aver tenuto fede ai miei buoni propositi di ricominciare ad andarmene in giro per concerti
e la scoperta di Lili Refrain..
Chi e’ piu’ fortunato di me, che sono incatenata in un vortice di iniziative fiorentine, corra invece domani al 10 anni buttati via Fest in Torchiera, a Milano. Un tour-de-force di 15 gruppi, tra cui i miei amati Affranti che aspetto da troppo tempo di rivedere riversi su un palco a farmi tremare gli attoniti nervi.
Buon concerto e un abbraccio lungo diecimila istanti
Ecco che vi propongo questa rarita’ trovata per caso nelle maglie della rete.
I paolino paperino band live alla Jungla occupata ( Firenze, 1992). I locals piu’ attenti credo riconosceranno anche quel capellone di due metri che si agita in mezzo al pubblico..
Apparte che nel 1992 avevo ancora 2 o 3 anni da starmene buona, la Jungla era comunque troppo lontana da casa mia, senza neanche un motorino proprio ero fuori dai giochi. Bene, un piccolo risarcimento per me, troppo poco.. ma che si deve fa’?
Ah! Per la cronaca.. la Jungla fu sgomberata armi in pugno da un manipolo di vigili urbani infoiati. Non belle scene. Peccato rimanga cosi’ poco di quei nervi sparsi..
Per un caso del destino una sera a cena mi parlano di un’enorme area abbandonata, poco lontano da Firenze (tra Signa e Carmignano). Mi fanno vedere delle foto davanti alle quali mi cade in terra la mascella e rimango come un’idiota per un venti minuti buoni. Questo posto e’ Laputa, e’ un post apocalisse anticipato, e’ il luogo dove inconsapevolmente ho ambientato il mio racconto rugginoso Licheni e dove evidentemente alloggiano i miei pensieri e il mio tatuaggio mancato.
Capirete che mi sono subito lanciata in una frenetica ricerca sui come, i dove, i che cosa..
Ho trovato qualche risposta che mi ha aperto ulteriori voragini nel cervello, da cui credo nei prossimi mesi usciranno personaggi e racconti che aspettavano di essere risvegliati.
Il posto intanto ha un nome: Il pallottolificio dinamitificio Nobel. Una fabbrica di esplosivi costruita nel 1891 dalla ditta Sipe Nobel (quell’Alfred Nobel li’.. si).
Questa fabbrica ha delle dimensioni imponenti, parliamo di un’area che insieme al parco e la vicina stazione di Carmignano si aggira intorno ai 90 ettari.
La stazione di Carmignano e’ chiusa da una decina d’anni, in balia delle diatribe tra Trenitalia e Comune su un’improbabile “riqualificazione”. La polveriera invece ha fermato la produzione l’11 giugno del 1944 e da allora non ha mai piu’ riaperto. E c’e’ un motivo.
A quel tempo la polveriera era una delle piu’ importanti d’Italia, con tremila dipendenti, costituiva un nodo centrale per il rifornimento di esplosivo e munizioni all’esercito nazifascista. Dalla vicina stazione partivano i convogli che (data la posizione centrale) immagino andassero a rifornire un po’ tutte le truppe sparse per l’Italia.
All’1.10 della notte dell’11 giugno 1944 la polveriera salta in aria, per l’esplosione di 8 convogli pieni di tritolo fermi alla stazione.
Questo l’unico racconto decentemente dettagliato che sono riuscita a trovare finora: Continue reading →