Ieri ho letto questa intervista a Hillman molto interessante. E’ evidente che Hillman legge Ruggine.
Ho tagliato una prima parte, la versione integrale la trovate qui.
James Hillman, psicologo, studioso, critico culturale e autore di oltre venti libri, tra cui Il codice dell’ anima, è uno dei più brillanti pensatori del nostro tempo sulla psiche umana e la psiche collettiva. Sta per compiere ottantacinque anni ed è in convalescenza dopo due anni di malattia. «È una nuova vita», mi dice. «Tanta riflessione al posto dell’ ambizione». La psiche americana ha sempre nutrito le riflessioni di Hillman; quella che segue è una versione ridotta di una conversazione sulla sua interpretazione psicologica dell’ attuale Zeitgeist.
(…)
Lei ha detto che c’ è, nell’ America di oggi, un certo «aspetto tragico». Può spiegarci meglio?
«Tutto ciò di cui ognuno di noi ha paura è già successo: la fragilità del capitalismo, che non vogliamo ammettere, la perdita della vocazione imperiale degli Stati Uniti; e l’eccezionalismo americano. In realtà l’ eccezionalismo americano è che siamo eccezionalmente arretrati in almeno quindici campi diversi, dall’ istruzione alle infrastrutture. Ma siamo in una fase di rifiuto: vogliamo restaurare le cose come erano una volta, rimettere il Paese dov’ era un tempo».
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Sabato scorso c’e’ stato il tanto atteso carnevale di Castello. Castello e’ il quartiere dove da 4 anni risiede il NextEmerson, un quartiere ai piedi delle colline fiorentine, circondato da ville medicee e campagne bellissime. E’ il luogo dove Collodi ha partorito Pinocchio, per dire, (ancora devo andare a vedere la casa della Fata turchina). Doveva essere bella Castello, quando ci viveva Collodi, anche adesso lo e’, intricata di borghetti e protetta dal parco delle colline. Peccato che da anni due loschi figuri, Mr Betoniera e Madama Speculazione, ne abbiano sfigurato gran parte del territorio, rodendo e consumando senza pietà ogni centimetro di suolo. Questi figuri hanno molti nomi: Ligresti, Giudici, Pontello, Baldassini e Tognozzi, nomi di Cooperative edili, di agenzie immobiliari e di ditte di costruzioni. Li ritroverete in grandi inchieste della magistratura, aperte ahime’ quando il danno ormai era gia’ stato fatto.
Sabato scorso il NextEmerson aveva chiamato a raccolta gli abitanti di Castello per un carnevale contro Madama Speculazione, appunto. Gli esiti di queste cose sono sempre incerti, oltre alla gran fatica che costa organizzare carri, maschere e tutta la logistica, devi fare un grande affidamento sulla gente, sperare che capiscano, che siano d’accordo, che escano di casa e vengano con te.
Al carnevale c’erano piu’ di duecento persone, un numero impressionante se si pensa a quanto e’ piccolo il quartiere e a quanto faceva freddo (troppe bestemmie nelle campagne toscane, dio non e’ dalla nostra parte, questo ormai lo si sa). Un nugolo di bambini mascherati (il piu’ meraviglioso era il panda, che ringhiava e cercava di spostare gli edifici), tanti genitori e nonni, tante famiglie migranti.
Il tutto e’ partito dal parcheggio della chiesa (il quartiere non ha una piazza, i vecchietti stanno seduti a chiaccherare sugli spartitraffico e i capannelli si formano in piedi sul marciapiede davanti al caccia e pesca) con animazioni e giochi collettivi (un Carnevale scatenato e un Mr Betoniera che sembrava Buster Keaton). Dopo un’oretta e’ partita la sfilata nelle vie del quartiere, in testa i carri, la banda e tre improvvisati tamburini apocalittici. C’erano gli angeli dell’ossigeno che distribuivano boccette d’aria pulita, la maga NoTav, la limousine di Mr Betoniera e Madama Speculazione, il carro da cui una betoniera vomitava grigi palazzi e casette a schiera, il carro dell’albero animato in lotta contro una ruspa..
Dopo poco la sfilata entra dentro la Cerdec, un’enorme area industriale abbandonata da anni, gia’ destinata a future nuove speculazioni e dove gli abitanti vorrebbero una piazza, un mercato, un giardino..

Di nuovo ansia: “gli abitanti non ci seguiranno fin dentro la Cerdec, se ne andranno, son venuti solo per il carnevale..”. E invece entrano quasi tutti, fanno foto, hanno i volti stupiti. In pochi hanno mai potuto vedere da dentro questa area che da sola occupa meta’ del quartiere, un’area che dovrebbe essere loro e non del solito palazzinaro.
C’era una grande dignita’ dentro a quei volti e faceva venire i brividi attraversare tutti insieme quei cancelli tenuti chiusi per anni.
Ah, poi c’eravamo noi, ovviamente. Con le nostre ansie e la nostra stanchezza (tre generatori rotti su tre, un gran freddo, un mese di preparativi faticosissimi), ma pieni di emozione e di soddisfazione.

Non dimentichero’ facilmente il signore che dopo aver fatto foto a tutti ci ha chiesto “ora pero’ che me la fate una foto insieme a voi?”, ne’ gli ospiti del Centro riabilitativo di Villa S.Luigi che hanno animato entusiasti la sfilata e alla fine ci sono venuti a ringraziare “per la bella giornata”.
A presto il video.