Robo

offerte culturali e compravendita delle culture giovanili

— Inviato da pinke @ 11:00
 
imprenditoria giovanileE' tempo di disgusto.

questa frase che anni fa troneggiava sui muri di firenze, non e' mai citata a sproposito.

http://sesteam.info/cms/project
http://www.switchproject.net/switch.html

"un  progetto europeo innovativo e interessante, che coinvolge la Toscana, e che potrà migliorare la qualità del divertimento nel mondo giovanile, creando strumenti di catalizzazione per tutte le energie culturali presenti sul territorio."


e' giunta la stagione dell'imprenditorialita' giovanile. ecco il momento della muta, i piccoli ribelli e gli ex squatter cambiano pelle. intanto nella terra della mafia del (no)profit continuano i processi a chi una pelle da cambiare non ce l'ha.
http://italy.indymedia.org/news/2006/05/1074998_comment.php#1075004 (ultimo commento)

buffo. mentre qualcuno si appropria delle passate esperienze per riciclarle in un curriculum, altri le conservano nella fedina penale.

La traviata

— Inviato da pinke @ 01:51
la traviataquando ero piccola avevo questa passione per la lirica. ascoltavo in continuazione queste cassettine nere che mi registrava mio nonno con l'aida, la boheme, il rigoletto...
la mia preferita era in assoluto la traviata, anche se non ho mai nascosto un debole per il flauto magico. quando alfredo scagliava il mazzetto di banconote in faccia a violetta mi prendeva malissimo, ero sinceramente convinta che fosse stato questo a farla morire di tisi. fisicamente intendo: i soldi passano di mano in mano e si sa che portano malattie...
continuo a pensare che tutto questo pathos mi abbia in un certo modo provocato traumi irreversibili.
 (Continua)

storie di Robo

— Inviato da pinke @ 10:52
the boys are back in town
Firenze e' una citta' piuttosto noiosa, almeno da quando ci vivo, cioe' da quando sono nata. Per un fatto anagrafico mi sono persa gli anni del punk, gli anni dell'hardcore, gli anni dei primi spazi occupati. Uffa. Per un fatto anagrafico ho dovuto arraggiarmi con quello che era rimasto: il post punk, il post hardcore, i centri sociali dopo "Varsavia brucia". Degli anni settanta poi non ne parliamo neanche.
 (Continua)
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