Robo

7 anni

— Inviato da pinke @ 01:53

il 24 giugno 2000 viene occupato il cecco rivolta.cecco

non ho ancora scritto niente sul fatto che il cecco ha compiuto 7 anni.
molte cose che ho dentro agli occhi e al cuore sono mie soltanto e della mia gente. non le scrivero' mai in un cazzo di blog.
pero' un piccolo tributo mi sento di darlo.
un sacco di cose sono successe in 7 anni. un sacco. alcune bellissime che viene il crepacuore, altre cosi' brutte da lasciarmi ferite addosso che non guariranno mai.
il cielo sopra al cecco non e' mai banale. non e' mai di un colore sbiadito e stinto. e' sempre troppo acceso o troppo spento, ti fanno male gli occhi a guardarlo. in entrambi i casi.
una catena, un cappio, un rifugio, un nido, una famiglia.
alibi, movente e pretesto.
posto in cui tornare, in cui tornare decisamente. fauci a cui sfuggire.
il cecco capisce tutto, il cecco spessissimo non capisce un cazzo.
le travi del tetto stanco, il pavimento in cotto mangiato, tutto un groviglio di nervi, sangue, ossa, cuore e cervello.
buon compleanno amici miei.


saddappiccia'

— Inviato da pinke @ 02:06

i commenti al post "simili" (qua sotto, mi fa fatica linkarlo) mi hanno fatto riflettere su alcune cose. e' un po' di tempo che il mio cervello si arrovella cercando di mettere insieme impressioni fugaci e sensazioni nebulose. metterle nero su bianco potrebbe forse dargli un ordine, serve anche a questo un blog.. credo.

i pietosi lamenti nostalgici del "com'era meglio prima" o "quanto fa piu' schifo ora" mi hanno sempre irritato un sacco. sembra quando sei piccolo e tutti i grandi ti dicono "non ti lamentare, perche' noi grandi si che abbiamo i veri problemi.." e te che ti girano le palle perche' oltre al fatto che i problemi ce li hai pure te non puoi neanche lamentarti in santa pace.

a questo ci aggiungo, per onesta' intellettuale, un irrisolto complesso di inferiorita' per non essere nata in tempo per vivermi i Veri Anni del Punk. che mi sarebbe taaanto piaciuto e quindi metto sempre un po' il broncio quando qualcuno mi dice "eeeh ma ormai il punk e' morto, adesso fa tutto schifo, i punk di oggi sono tutti di gomma... noi eravamo un'altra cosa". non ho ancora deciso se ha ragione, e forse non lo decidero' mai. in ogni caso metto il broncio (e se posso permettermelo lo mando in culo).

fatte queste premesse, doverose credo per non essere fraintesa, sinceramente devo ammettere che gli anni che stiamo vivendo sono un tantino diversi dai decenni precedenti.

ieri, non chiedetemi perche', mi sono trovata a canticchiare un vecchio pezzo dei 99posse (visto che vi tiro fuori eh?! senza vergogna proprio!) "s'adda' appiccia". mi ha ricordato di botto dei cortei, dei cordoni, degli autonomi coi caschi, degli striscioni, dei cori... e cazzo, mi sono ricordata che una cosa cosi', o anche la meta', oggi non sarebbe possibile. quello che negli anni 90 (mica nel 77... poco tempo fa) era piuttosto normale adesso sarebbe impensabile. l'atmosfera intendo, quella tensione furbetta, al posto di quella sensazione estrema di vulnerabilita' che ti senti sempre addosso adesso. c'entra sicuramente tutta l'acqua passata sotto i ponti, centra genova, centrano i morti visti da vicino, centra il grigio grigissimo sopra la tua testa, centrano un sacco di cose.

capiamoci, anche allora c'erano i titoloni "oddio oddio gli autonomi" o "gli squatter" o "i casseurs" o altre minchiate a caso.. pero', ecco tornando al mio esempio, un gruppo come i 99posse (che anche se ancora non aveva toccato le vette del successo, comunque non era esattamente il gruppetto sfiga sconosciuto) poteva permettersi di fare un pezzo che insistentemente grida di dare fuoco a ogni cosa.

voglio dire, se un gruppo un po' conosciuto scrivesse adesso un pezzo cosi' succederebbe uno scandalo degno di un paesino di quaccheri. in realta' penso che a nessuno che tenesse alla propria immagine (in senso lato) verrebbe proprio in mente di fare un testo cosi'.

ecco, io quando ero ragazzina li ascoltavo i 99posse. e aldila' di quello che potevo pensare quando vedevo degli autonomi caschettati (che si andrebbe sul delicato dovessi parlarne), aldila' di quanto potessi apprezzare i 99posse in se', li ascoltavano come li ascoltavano migliaia di ragazzini italiani. mica ci stupivano i loro testi.

ho la sensazione che ai ragazzini che hanno 15 anni adesso l'equivalente modernizzato di un gruppo cosi' apparirebbe completamente alieno. ma non si tratta solo del fatto che era un gruppo politicizzato, ma anche perche' parlavano spesso di sentimenti che non credo vengano naturali a molti ragazzini in questi anni. non so ancora decidere se perche' sono troppo rincoglioniti o troppo scafati.

c'e' una mia amica che lavora in un liceo, mi diceva che i suoi ragazzini o non capiscono un cazzo e non capiranno mai oppure capiscono pure troppo. e' come se avessero superato ben prima di noi quell'ingenua convinzione di poter cambiare qualcosa e si fossero rassegnati come dei vecchi varicosi che non c'e' futuro. voglio dire, a me non preoccupa che non ci siano collettivi nei licei, che non ci siano cortei, che i ragazzini non si mettano la maglia del che guevara e gridino cazzate. mi da' ansia pensare che forse non hanno rabbia in corpo, ma vene troppo piatte, nervi inermi. che non abbiano questo groppo nello stomaco che avevo io quando ero piu' piccola (e che ho ancora).

e che cazzo no futur e' uno slogan mica nuovo, pero' evidentemente loro l'hanno introiettato molto di piu' di quello che potevamo mai immaginare. ce l'hanno davvero cucito addosso, molto piu' di qualsiasi punk nichilista e avvilito.

c'e' una rabbia profonda nel gridare no future. qui non c'e' nessuna rabbia, c'e' solo il grigio grigissimo sopra la testa.

o forse non e' vero niente. forse tutta questa passivita' e' solo la quiete prima della tempesta, forse faranno come i calmi, che esplodono tutto insieme. faranno come in quel libro terrifico di Evangelisti: eserciti di bambini sanguinari e disperati..

non so, non solo una sociologa del cazzo, per fortuna. non so che c'hanno in testa i quindicenni. so che comunque il cielo sulla testa di tutti resta grigio grigissimo.


In prima fila

— Inviato da pinke @ 03:29

per il clamore delle folle atee e per i fans piu' affezionati sono disponibili posti in prima fila!

calvario

 


Simili

— Inviato da pinke @ 03:04

similiquando ero piccola, l'ho gia' scritto in altre occasioni, mi ero avvicinata al punk e ai posti occupati d'un soffio. era stato come un respiro piu' grosso, quello in cui senti che l'aria entra meglio nei polmoni. avevo trovato d'un tratto il mio mare, il mio bosco dove nascondermi, la mia piazza in cui incontrare i miei simili.

i simili. ecco. questo e' il punto.

capita che l'altro giorno ero all'emerson, era il pomeriggio della serata inaugurale della nuova sala concerti. me ne stavo sul palco, a fare cavi, come spesso mi succede. poi provavo microfoni  e via e via.. nella routine dell'aiuto fonico mezza sega. c'era tutto un fermento di pavimenti indecenti da pulire, birre da scaricare, impianti da riparare, spazi da allestire. un po' come in una buffa vigilia di un natale blasfemo.

 (Continua)

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