Robo

cicatrici

— Inviato da pinke @ 02:06

mi e' difficilissimo scrivere di genova.
parlarne mi riesce meglio, soprattutto con persone che non mi conoscono tanto, o che non mi sanno leggere tanto addosso.
chi mi legge bene potrebbe vedere tutta la fragilita' e la scomposta angoscia, sarebbe come un ripetere di nuovo tutto, mostrarmi ancora cosi' inaccettabilmente vulnerabile.

eppure ci ho provato un sacco di volte a scrivere. ho provato a cantarlo da un palco per esorcizzare la riservatezza delle mie ferite. ma ne ho tirato fuori solo un penoso nervosismo. non mi ha fatto sentire meglio. affatto.

non c'e' mai il tempo per dire tutto quello che vorresti. non c'e' mai il tempo neanche per pensarlo. che se poi ti fermi a pensare troppo a lungo ti risale dalla schiena tutta l'ansia e la rabbia profonda. e non mi capita spesso di aver voglia di assecondare tutto questo dolore, di lasciargli prendere forma nelle ossa.

molte cose per fortuna le scrivono gli amici:
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/...
cosi' mi sento meno sola nella mia confusione.

alcune immagini mi sono rimaste attaccate. come il trovare la mattina dopo alla diaz, una amica che non vedevo da tanto, cercare di consolare il suo pianto disperato e non riuscirci, afferrare i suoi racconti di superstite tra i singhiozzi, incassare in pancia la sua febbrile angoscia e unirla alla mia.

gli abbracci, quelli me li ricordo tutti. uno per uno. era l'unica cosa che per un attimo ti dava respiro. era l'unico modo per dirsi qualcosa, dato che le parole non uscivano a nessuno.

mi ricordo bene le piccole cose. un pacchetto di crecker smezzato fra cinque o sei. un sacchetto di ghiaccio secco. il marciapiede di fronte alla diaz e l'asfalto attorno. le luci di un elicottero che illuminano la mia pupilla. il continuo rumore di vetri rotti. il rumore degli spari. l'odore della gomma bruciata. il ritmo del mio fiato corto. una coppetta di tiramisu' mai mangiato. l'odore della stoffa impregnata di gas. il sapore del latte che scende nello stomaco come una medicina. degli stronzi che prendono a sprangate due ragazzini vestiti di nero. la vista del pavimento piastrellato di viale xx settembre annebbiata dai lacromogeni.

io ho un carattere strano. nelle situazioni brutte ho un'instinto di sopravvivenza che cerca istantaneamente una via d'uscita, una qualunque razionale e credibile positivita' nella sfiga.
ecco questo e' stato uno di quei pochi momenti in cui ero paralizzata dall'unica cosa veramente certa: non c'era via d'uscita, non c'era soluzione, non c'era niente, ma proprio niente che potesse farci sentire meglio.

Genova 17 novembre 2007  - corteo in solidarieta' ai 25 processati.

http://www.supportolegale.org 


Cioni ti odia e anche Domenici non ti vuole davvero bene

— Inviato da pinke @ 18:57

Anche io mi sento in dovere di amplificare l'eco delle meravigliose decorazioni che stanno infestando Firenze.. Avrei potuto fare scatti migliori, ma devo trovarmi al posto giusto nel momento giusto e con la macchina fotografica. Pazientate...

Dopo il corteo di sabato, e il primo compleanno del NextEmerson mi si e' attenuata un pochino l'ansia e la pena per la mia irriverente citta'.

 


Tutti pazzi

— Inviato da pinke @ 03:21

tutti pazziL'altro giorno ho trovato questo articolo:

I giovani di età 13 - 24 anni oggi sono generalmente molto felici e soprattutto ottimisti sul futuro, questo almeno secondo  gli studi  di MTV - Associated Press  condotti da Knowledge Networks nell'aprile 2007.
"Quasi due terzi dei giovani pensano che Internet, l'instant messaging, i cellulari e le altre tecnologie rendano la gente più felice e il 61% ha detto che tutto ciò li rende ancora più vicini alle proprie famiglie", ha dichiarato l'analista senior di eMarketer Debra Aho Williamson. Ed ha aggiunto: "Non si possono separare i giovani dalla tecnologia: fa parte del loro essere".

allora. ma porca madonna.

felici di cosa? felici di che? frotte di giovani felici che saltellano su prati color pastello con alle orecchie il loro inseparabile ipod, il tutto chiaramente in compagnia dell'amata famiglia, che si sa, da adolescenti si vorrebbe sempre con se'...

questi sono pazzi! pazzi!

ora, razionalizzando e fermando per un secondo il fiume di bestemmie che sta inondando il mio cervello, e' evidente anche a un tacchino che si tratta delle solite minchiate studiate da quei volponi di mtv. marketing, marketing suvvia... e che cazzo lo sanno tutti che se non ti senti felice in un mondo felice ti passa un pochino la voglia di fare shopping. basta vedere quanto ti trucidano i coglioni con le community di poracci con quel maniacale sorriso in faccia...

pero' ecco, fa effetto lo stesso. saranno le bestemmie che premono insistentemente sul cervello..

sara' che io di anni ne ho 26, deve essere per quello che non sono felice per un cazzo. non rientro nel target dell'intervista, e' evidente.

vivere in citta' schifosamente opprimenti, morte morte e sepolte, piene di polvere che ti si appiccica alle vene. sentirsi circondati da una massa di idioti che si vomitano addosso degrado, ordine,  legalita'.. passare le giornate in fabbriche universitarie o in catena di montaggio di fronte a un computer.. tutto sapendo benissimo, sapendolo perfettamente, che non c'e' nessun futuro per noi, nessuno. che il nostro futuro e' morto a chernobyl quando eravamo ancora piccoli, e' morto giorno dopo giorno nei disperati anni 80 e negli inquietanti 90..  e' morto di noia, o per un tumore, di eroina, cocaina.. sarcazzo di quante cose e' morto.

e il nostro sopravvivere, il nostro cercare arti metallici, protesi.. il nostro disfattismo incrollabile e la nostro cinismo affinato in anni e anni.. questo e' il nostro essere felici. questo e' il nostro ottimismo. questa e' la nostra identita'.

Nelle strade, nelle piazze, nei palazzi
i bambini, madri a casa, operai
tanti soldi, una casa, un lavoro
tutti pazzi, tutti pazzi, tutti pazzi!
Non e` questa la mia vita,
tutto questo non fa per me
Una guerra, una morte, grande corsa verso la morte
tutti felici, tutti contenti, state morendo
tutti pazzi, tutti pazzi, tutti morti.

(oh, sono i negazione.. via se non sapete neanche le basi..) 


Anti Mtv Day

— Inviato da pinke @ 19:24

Il 15 agosto a Bologna, la citta' piu' libera del mondo, ci sara' l'annuale Anti-Mtv Day.

Questo il sito.  http://www.donnabavosa.com/antimtvday

Questo e' il contenuto della sezione pippone . Non metto il link perche' tanto so che siete pigri e quindi vi incollo sotto il testo. Come ogni anno mi ritrovo ad apprezzarne la lucidita' e la chiarezza. Spunti mai banali, interessanti e soprattutto incoraggianti (lo so, sembra un paradosso data l'amarezza dei toni, ma invece e' proprio cosi').

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POST- MTV

I will be here when they'll be dead and fucking gone. And I don't know what's cool anymore

Questo festival è nato 6 anni fa come prosecuzione naturale dell'energia che la scena DIY Hardcore aveva espresso negli anni 90, un'energia che tentava di convogliare la spinta distruttiva del Punk verso la costruzione a piccoli passi di una nuova sottorealtà. Una Rete di punti luminosi che nascevano autonomamente e che trovavano la conferma della propria esistenza negli altri punti luminosi, fino a creare una tessuto che si autososteneva e si rafforzava con il moltiplicarsi dei suoi nodi, in Italia e successivamente fuori dall'Italia.

Sotto questo lento processo di tessitura di una Rete ci sono idee e visioni del mondo comuni, riguardanti l'approccio al sistema dei consumi e dei bisogni indotti, la critica delle strutture gerarchiche, il tentativo di resistenza quotidiana al sistema di produzione forsennata basata sul lavoro, e non ultima la lotta alla mercificazione della cultura. In quest'ottica, la vita quotidiana è politica. La comunicazione è politica. I mezzi di comunicazione sono mezzi e non fini, le forme di espressione sono forme e non materie.

E' passato quasi un decennio, e sotto i nostri occhi questa realtà è andata modificandosi.
Da un lato, la comunità si è allargata grazie alle immense possibilità che Internet ci ha messo a disposizione.
Dall'altro lato, i contenuti espressi da questa rete sono andati via via sfumando e perdendo definizione, fino a scomparire, in alcuni casi.
Da un lato, la quantità delle voci è aumentata a dismisura in maniera democratica.
Dall'altro lato, la qualità e l'intensità dell'urlo si è affievolito in un brusìo generale. La folla.

L'Anti[MtvDay] è sempre stato un tentativo, riuscito o meno, di ridefinire scopi e metodi, di alzare i toni, di cercare un paradosso consapevole per mettere a fuoco la questione dei contenuti che una scena indipendente DEVE per sua natura esprimere. Senza contenuti di rottura non c'è scena indipendente. E poi LA domanda: indipendente da cosa?

Nel 2007 Bologna già da tempo non è più centro culturale, né mainstream, né underground. Nel 2007 MTV abbandona la città di Bologna come sede del suo festival. L'Anti[MtvDay] perde così il suo divertente aspetto provocatorio culminato l'anno scorso con l'accoglienza di numerosi sfollati dall'Arena Parco Nord per colpa della pioggia inviata dagli dei del metal, e catapultati in una realtà opposta, per molti versi contraddittoria ma ai loro occhi assolutamente nuova.
Nel 2007 quello che chiamavamo "il popolo di MTV" adesso è una generazione intera.
Per un'analisi del "popolo di MTV" è ancora valido IL PIPPONE degli anni scorsi, ma solo in parte. MTV in questi anni è infatti diventata un rete televisiva generalista, nella quale il ruolo della musica è andato via via diminuendo fino quasi a scomparire, fatta eccezione per i suoi canali satellitari che non possono però essere definiti influenti sulla mentalità di una generazione. MTV si riposiziona nel settore di Rai e Mediaset. I suoi vecchi conduttori sono assunti da Rai e Mediaset. Le sue nuove conduttrici sono veline. MTV è una rete come le altre, dunque non ce ne frega un cazzo.
Per quanto riguarda noi e il nostro discorso, MTV non esiste più, e non ci interessa più (a parte per deridere/insultare gente discutibile le cui facce compaiono su quel canale) ma gli effetti della sua esistenza sono presenti nella realtà e ormai assimilati.

Quello che resta è il Post-MTV, forse a tratti ancora più terrificante dell'era di MTV stessa. Parliamo della nuova generazione di Myspace. Parliamo del neonato consumismo del Punk HC DIY. Parliamo del mischione impastato fra realtà DIY e situazioni "Wannabe Major", parliamo di processioni per inerzia a quel convivio di ipocrisie chiamato Miami. Parliamo della moltiplicazioni di gruppi alla ricerca di trampolini di lancio verso il Nonsisacosa, o forse si sa cosa, è la vecchia volpe e la vecchissima uva, è l'utilizzo dell'Underground come primo passo verso l'Overground, è l'hype usa-e-getta, il tentativo di sentirsi tutti artisti in nuce nell'epoca del precariato globale.
In tutto questo la Rete reale è scomparsa, sostituita dalla rete di amichetti (il cui unico pensiero è grazie per l'add) ridisegnata dai geni di Murdock. I contenuti sono andati in secondo piano. Si ascoltano i gruppi su Myspace (non lo strumento tecnologico, di per sé utile e comodo, è in discussione ma l'utilizzo sociale che se ne fa), massimo 3 pezzi da 3 minuti, compressi, senza testi, senza niente, senza un oggetto in mano di cui nutrirsi per un mese. Non si divora, non si digerisce, ci si limita a masticare e sputare, in alcuni casi a cagare. Il valore dei gruppi spesso è intangibile. L'importante fase della Gavetta è sparita. Ci sono dieci miliardi di gruppi e non si capisce chi cazzo durerà più di una stagione, né chi sia in grado di forare, di spanare, o rifilettare. Siamo tornati nelle tane paghi delle tastiere, e la musica è tornata ad essere musica, ha perso la sua natura di mezzo per raggiungere qualcos'altro, ha smesso di veicolare un idea e una speranza. O magari no.
Rimangono, nella foschia della rete, cittadelle fortificate che ancora tengono in vita la voglia di lottare, a volte con molta buona volontà ma con linguaggi sbagliati o obsoleti, a volte con buoni sistemi comunicativi ma poche forze per agire sulla realtà. Il resto si ricombina, si smonta e si ridisegna come Meccano a velocità impercettibile all'occhio e all'analisi, tentando invano di ricostruire il fossato coi coccodrilli che dovrebbe dividere Underground da Overground

Ma non è una catastrofe. E' solo guardare la battaglia dalla collina, ed essere ancora nano.

Quest'anno il titolo del Festival rimane lo stesso, ma il colpo di coda è un altro. E' il tentativo estremo di un pesce che si dibatte fuori dall'acqua. E' lo sforzo per un reload della linfa vitale di una sottocultura. E' l'introduzione di una speranza di un cambiamento che riattualizzi i contenuti, da sempre veicolati da questo sottobosco, nella realtà degli anni 2010.
E' l'auspicio, un giorno, di poter riaprire la bara e trovarci qualcosa di nuovo.
Di ricette non ce ne sono, c'è solo la volontà di metterci tutti di fronte ad un periodo di grossi mutamenti e alla necessità di non perdere tutto e di non perdersi.
Vogliamo che la breccia continui e non si fermi. Chi ha nuove idee, nuove forme, la forza di spaccare tutto, faccia un passo avanti nella nebbia.

Alla fine è solo un Festival Punk HC, giunto alla sua sesta edizione. Essici per vedere se e cosa vuol dire ancora Punk HC nel 2007. Essici per tastare il polso di una situazione, per vedere ciò che succede, ciò che non succede, ciò che potrebbe succedere.
Tutto si crea, tutto si distrugge, niente si trasforma. Ma l'energia si può trasmettere attraverso lo spazio e attraverso il tempo.
Vado a togliere Also spracht Zarathustra dallo stereo. Non so se mi fa bene.


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