Robo

hackit a palermo

— Inviato da pinke @ 19:34
appena tornata in terra natia dopo l'hackit a Palermo. ci mettero' sicuramente un po' a metabolizzare il tutto, al momento il mio corpo e' impegnato a combattere la febbre e il cedimento psico-fisico. un hackmeeting impegnativo, sotto vari fronti, bellissimo, da ogni punto di vista. ero partita da una firenze fredda e umida pensando al mare, alle granite e ai gelati, mi sono ritrovata in una palermo con un clima irlandese, immersa nell'acqua notte e giorno. l'ask e' una chimera in un deserto periferico. un palazzo imperiale sequestrato a un capomafia, un posto incredibile e un'architettura inspiegabile. abbiamo costruito impianti elettrici e idraulici, bagni e dighe anti-alluvione, credo di aver passato un buon 40% del tempo con un mocio in mano a strizzare acqua. l'ingranaggio hackit ha funzionato di nuovo, quella magia per cui un tot di acari arrivano una settimana prima e lavorano come trottole finche' non finiscono tutto quello che c'e' da fare. l'essenza dell'autogestione e di tutto cio' che mi fa sentire bene. poi c'erano i palermitani. la sorpresa piu' bella, occhi seri e sorrisi bellissimi, gli stessi nervi e battiti, energie e ansie. un'accurata delicatezza nell'accudire cibo e piante. e mentre ripercorro facce e parole mi riimmergo nella febbre cercando di riadattarmi alla vita normale.

Umorismo fiorentino

— Inviato da pinke @ 18:34
Era un sacco di tempo che passando davanti a questa scritta maledicevo di non avere dietro la macchina fotografica. alla fine ho trovato qualcuno meno pigro che e' riuscito a immortalarla.
maddai!

parkour

— Inviato da pinke @ 01:09

Il parkour. L'arte della fuga. L'arte di superare gli ostacoli in modo semplice e elegante.

Mi posso immaginare come David Belle si sia inventato questo passatempo immerso nel grigiore dei palazzi delle banlieues parigine degli anni ottanta. Un po' come ci raccontavano i nostri genitori (o i nostri nonni, per chi e' piu' giovane). Quando erano piccoli i giocattoli se li dovevano inventare con quello che c'era. Mi ricordo che mia mamma faceva collane di pasta e bambole con i fiammiferi.
Se vivi in carcere impari a camminare sui muri.
Per chi non ha i soldi da regalare a una plastificata palestra, la strada e' il regno per allenarsi.
I muri che ti separano dalla ville si scalano e si saltano, le impalcature per costruire le enormi case(rme) sono alberi in cui arrampicarsi. Come scimmie, o come gatti, si impara a ridere delle gabbie, si impara a scivolarne fuori con agilita' e eleganza.
E forse una volta tanto, l'importante non e' l'atterraggio, ma la caduta.

Un po' di riferimenti:

http://www.parkour.it/

http://www.leparkour.splinder.com/

http://www.le-parkour.com/ 


Intervista a Ian MacKeye

— Inviato da pinke @ 03:10


Ho trovato questa intervista a Ian MacKeye su un numero dell'anno scorso di "Barricata", la rivista della Rash di Parigi. Questa volta il mio francese ha dovuto fare il triplo salto mortale di una traduzione da una traduzione. Quindi voi dovrete essere tre volte piu' gentili a perdonarmi eventuali incomprensioni e punti oscuri. Come sempre metto anche il link al testo originale, se qualcuno vuole aiutarmi a migliorare la traduzione io sono molto contenta!

Penso pubblichero' altre cose da questa rivista, ho in ponte la traduzione di un interessante articolo sulle banlieues e altre cosette.

La prima parte e' un po' piu' fiacca, penso a causa delle domande francamente un po' imbarazzanti dei tipi. Dopo pero' sono rimasta impressionata dalla lucidita' di alcuni passaggi e da alcune piccole considerazioni non banali. Leggetevela, dice delle cose proprio belle.

Versione originale

 (Continua)

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