Robo

passi avanti

— Inviato da pinke @ 08:46
bistrot...e allora parlero' del next-emerson, di quello che ci succede dentro.

Dopo mesi rallentati da fastidiosi bastoni tra le ruote e disfattismo serpeggiante, mi fermo un attimo: do' un'occhiata in giro e ci penso su. Abbiamo fatto un sacco di cose. C'e' una biblioteca piena zeppa di libri che non si sa manco dove metterli, e libri belli poi.. un sacco dell'Urania e tanti altri. C'e' un infoshop frequentatissimo con un sacco di libri, ma anche di fanzine, generi e argomenti che mai avrei pensato insieme. C'e' un cinema, non del tutto finito, ma molto promettente, allestito in un anfratto di edilizia industriale con uno schermo basculante per tutte le esigenze. C'e' quel gioiello sacro del bistrot dove ho visto gruppi hc urlare sangue e rabbia e gruppi meno hc stordire di note tirate un pubblico sempre affollato.

Ci sono venuti a trovare energetici scrittori agitati, argentini con occhi seri e mani grandi, gruppi con il cuore nervoso e i muscoli frenetici...  un sacco di amici, vecchi e nuovi, anche se mai abbastanza e per un tempo sempre troppo breve.

Sono pochi 5 mesi per fare un bilancio, pero' sembrano 5 anni...

www.csaexemerson.it

 (Continua)

L'alba in questa citta'

— Inviato da pinke @ 08:16

Mi capita spesso di osservare la mia citta' che si sveglia. La guardo dall'alto di questa finestra di questo fottuto palazzo dove passo le mie giornate. L'alba arriva sempre all'improvviso, non me ne accorgo mai in tempo. Ogni volta avevo il muso infilato nel computer o perso a leggere o a trangugiare caffe' sperando di svegliarmi. Mi volto e fuori la notte e' scomparsa, bestemmio in silenzio chi mi ha distratto.

Come ogni citta' osservata a quest'ora e' dolcissima: la pasticceria apre i battenti, i primi assonnati avventori si spingono a cercare conforto, il circolo anarchico dorme, osservo invidiosa il loro riposo, il mercato inizia a srotolare le sue bancarelle come fili di collana, qualche solitario autista giuda la macchina rassegnato all'inizio della giornata. Poi ci sono quelli che portano fuori il cane: mi e' sempre sembrato un gesto eroico e di una tenerezza infinita. 

Ho capito si, lo so, e' pur sempre la citta' mafiosa che conosco bene, la disneyland italiana di quei maledetti grassoni americani, la ludoteca di tutti gli stronzi palazzinari. E' che non sembra, cosi', vista dall'alto la mattina presto con questo sole ostinato.

E il sole su questa necropoli e' un po' come gli alberi nati nelle fabbriche abbandonate torinesi: e' inevitabile e bellissimo.


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